Luisa in kettelbell tripikasana

Yoga, una definizione ed un aneddoto

Definizione

Partiamo dalla definizione: Yoga è un giogo. Ci soccorre in questo lo studio della sua etimologia. Un giogo che tiene uniti due buoi che arano lo stesso campo.

Le antiche epigrafi romane erano scritte come i buoi arano i campi, il testo di un rigo si legge da sinistra verso destra, il successivo da destra verso sinistra. Devi immaginare che il giogo di buoi abbia fatto una inversione giunto al limite del campo (di testo).

Proseguendo con la metafora del campo, nello Yoga, i condotti giovenchi (son due ricordi? Il pensiero e l’azione) solcano il campo unificato della realtà fisica, quotidiana o sporadica che sia, e della realtà sottile.

Aneddoto

Posso dire con relativa certezza di essere stato il primo a portare nella mia città, Pistoia, e nelle sue palestre, quella che al tempo gestivo, le kettlebell (ghiria nella terminologia russa, questi attrezzi si sono diffusi nel mondo appunto a partire dalla cultura sportiva della Santa Russia).

Le comprammo da uno dei nostri fornitori di attrezzature sportive preferiti, Olympian’s Store di Figline Valdarno. Negozio molto fornito, con annessa palestra al piano superiore, nel quale trovavamo, siamo in era pre internet, sempre qualche novità o curiosità che con poca spesa ci ripagava del viaggio.

Al tempo non sapevamo neppure cose fossero questi strani attrezzi dal ventre in ghisa.

Il mio amico culturista cercava un booster per gli esercizi del gruppo muscolare delle spalle. Appena le vide ebbe la vincente intuizione che un peso decentrato rispetto alla presa fosse la difficoltà in più che cercava per mettere ulteriore tensione meccanica su deltoidi e trapezi.

Riportammo così, felici e curiosi, a casa due pezzi da 16 chili.

Dopo qualche anno, poco alla volta, scoprii, il sottoscritto perché il mio amico tornò subito ai carichi convenzionali, cosa veramente fossero e come si utilizzavano.

Il peso era giusto, 16 chili corrisponde nella scala ponderale russa a un pud / pood, e la kettlebell di base è appunto 1 pood. La progressione dei pesi in commercio inizio anni duemila era chiusa 16, 32 e 48 chili. Ovviamente era eliminante per il 99% della popolazione fitness non solo italiana. Ormai nelle “globo gym” di oggi si trovano pezzature che salgono di 2 chili in 2 chili, partendo da 4.

Tornando al nostro acquisto emerse quasi subito che la forma però era sbagliata, erano congegniate male, quasi inutilizzabili. Avevano un ventre troppo sporgente rispetto alla linea del manico e ferivano oltremodo i polsi.

… e lo Yoga cosa c’entra?

Ecco l’aggancio. Volevo imparare a fare il kettlebell bent press.

Che cosa è? Si tratta di un esercizio antico, quasi dimenticato ma che implica una coniugazione di mobilità, forza e stabilità fuori dal comune.

Ho sempre avuto una certa ammirazione per gli antichi Strong Man, Eugene Sandow su tutti. Il signore tedesco di foggia ottocentesca è raffigurato nella statuetta che riceve il vincitore di Mister Olympia. Gli Oscar del culturismo per capirsi al volo.

Sandow oltre al Body building moderno sveva inventato anche il bent press, la più poderosa e spettacolare alzata mono braccio di tutti i tempi.

La volevo fare anche io.

Mi tocca ripetere che ai tempi non esisteva You Tube. Per imparare un esercizio erano disponibili solo sequenze fotografiche con didascalie che si trovavano sulle riviste di settore (il mio al nakba del 2023 ha consegnato al riciclo della carta tutte le collezioni di riviste sportive, se ci penso piango ancora… ).

Vi lascio immaginare il grado di approssimazione ed improvvisazione che era necessario per approcciare questi esercizi. La selezione naturale era spietata. Gli esperimenti erano condotti solo su veri animali! Il più delle volte sperimentatore e cavia avevano la stessa identità, nel nostro caso, la mia.

Frequentando in quegli anni, controvoglia, per lealtà aziendale, un corso di Yoga l’insegnante ci fece eseguire in una lezione un tripikasana, quello della foto della Luisa a corredo dell’articolo (1).

Euereka! “Ho trovato”, mi dissi. Questa espressione l’ho appresa dai fumetti prima che dai libri di scuola.

Avevo la figurina vivente che mi mancava per fare l’ambito KBP!

Il giorno dopo convocai con malcelato entusiasmo la maestra di Yoga.

“Ho bisogno di un favore – le dissi – fammi un tripikasana!” Aggiunsi che quando lei fosse stata in postura le avrei messo nella mano del braccio steso in alto un piccolo peso da sostenere immobile. Accettò perplessa, io ero il suo istruttore in sala fitness e quindi la gerarchia era a mio favore.

Risultato? Peso che metto maestra che cade… incredibile!
Lei si rialza stizzita ed abbandona contrariata la stanza senza profferir parola.

Ecco il link tra Yoga e Kettlebbel, tra definizione ed aneddoto.

C’è di nuovo da aggiogare due cavalli (uso gli equini al posto dei bovini per suscitarvi il ricordo dell’immagine del Cocchio e dell’Auriga di Platone). Lo stallone destro è la forza, lo stallone sinistro è la flessibilità.

La maestra di Yoga, inconsapevole vittima del mio deliberato agguato, era molto competente nel suo campo e gestiva le proprie articolazioni con la dovuta maestria, avendo frequentato i suoi corsi avevo avuto testimonianza in prima persona della sua mobilità.

L’applicazione, però, di un carico esterno aveva fatto collassare il suo sistema corpo. Senza dubbio se avesse fatto un minimo condizionamento sarebbe stata presto in grado di eseguire una bellissima crasi, fusione operativa, tra tripikasana e kettlebell bent press.

Ad oggi mi alleno sempre con le kettlebell, biasimo chi ne fa un uso statico. Le ghiria vanno fatte orbitare, è quella la loro vocazione.

Per tutti gli altri movimenti usa manubri bilancieri. Solo alle “palle di cannone con maniglia” spetta il privilegio di compiere un moto oscillatorio e devi rispettare ed onorare questo privilegio.

Per lo Yoga devo ancora trovare un aratore che soggioghi la mia recalcitranza (che so però essere anche eroica cifra) e dissodi il campo della mia pigrizia e della mia indolenza.

NOTE:
(1) nel KBP non si mette il braccio basso al suolo ma si incastra solo nel ginocchio


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